Arte, cultura e tradizioni

La basilica di Sant'Antioco Martire

La basilica di Sant'Antioco Martire risale al V secolo e ha chiare origini bizantine: dopo essere stata restaurata a seguito di un crollo della cupola, nel 1089 venne affidata a monaci vittorini che ne stravolsero le forme originali, trasformando l'originale pianta a croce greca in una a croce latina

Tra le innumerevoli vestigia che punteggiano il territorio del Sulcis-Iglesiente, la basilica di Sant'Antioco Martire, nell'omonima località di Sant'Antioco, riesce a farsi notare senza troppo sforzo in virtù delle interessanti caratteristiche architettoniche e della lunghissima storia. Costruita sull’isola omonima tra la fine del V e l’inizio del VI secolo d.C., in piena epoca bizantina, nel VI secolo la basilica subì il crollo della cupola e venne restaurata da un vescovo di nome Pietro.

Originariamente la chiesa aveva una pianta a croce greca orientata con asse nord-sud, ma dopo lo Scisma d’Oriente nel 1.089 d.C. i monaci vittorini di Marsiglia furono spediti in Sardegna al fine di rendere il tempio più consono allo stile occidentale, sbiadendone le caratteristiche bizantine: il documento tuttora esistente con cui il Giudice di Cagliari assegna la gestione della struttura ai porporati è la prima testimonianza scritta della basilica. Ecco così spiegata la trasformazione della pianta in croce latina, l'orientamento secondo l'asse Est-Ovest con conseguente spostamento dell'altare, la realizzazione dell’abside e l’intonacatura dell’intero interno.

Al Settecento risale invece la pregevole facciata in stile neo-barocco. Ulteriore interesse è dato dalle catacombe sotterranee utilizzate dal IV al VII secolo dopo Cristo, riadattate da preesistenti cunicoli delle tombe ipogeiche puniche. Esse sono provviste di un ingresso di forma absidale con una volta sorretta da sei colonne e ospitano le spoglie di Sant’Antioco.

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