Il territorio

Il Sulcis in età preistorica

Una terra magica dalla storia antica, che si abbraccia a quella della Sardegna: ecco l'età preistorica del Sulcis, ancora oggi testimoniata dalla presenza dei molti monumenti del passato

Il Sulcis è una terra sarda antichissima, le cui tracce più antiche vengono fatte risalire al Mesolitico, quando si inizia a vedere la presenza di alcuni primi insediamenti umani. Ma è in piena età neolitica che si individua un forte popolamento del territorio, capace di esistere e resistere per almeno due millenni, convivendo con le popolazioni preistoriche tipiche della Sardegna del tempo. Parliamo della cultura di Bonu Ighinu e della cultura di Ozieri, che dominano fortemente gran parte di questo angolo dell’Isola.

A partire della seconda metà del IV secolo, quindi ben più in là nel tempo dalla prima formazione di popolazione nel Sulcis, si inizia a intravede un cambiamento significativo nella cultura e nelle usanze della Sardegna preistorica: le tombe cambiano e diventano le domus de janas, il megalitismo inizia a diffondersi e i menhir iniziano a conquistare l’entroterra isolano.

Nell’eneolitico si diffonde anche la conoscenza della metallurgiae l’avvento delle culture continentali quale quella di Monte Claro e del Vaso campaniforme permettono uno sviluppo maggiore che porterà alla nascita della cultura di Bonnaro (II millennio) con l’aggiunta di influenze poladiane.

È in piena età del bronzo che si diffonde la cultura nuragica e porta questa terra ad arricchirsi di nuraghi, ancora oggi ben visibili a testimonianza del trascorso storico e culturale della Sardegna. Una storia avvincente e remota, che ancora oggi è facile ripercorrere grazie alle testimonianze giunte sino a noi.

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