Il territorio

Sarroch, gioiello del Sulcis Iglesiente

Sarroch è una delle città più interessanti del Sulcis Iglesiente: caratterizzata da una vegetazione ricca e variegata, si è spopolata nel Cinquecento ed è poi stata ricostruita in una posizione più interna. Notevole la Torre del Diavolo e Villa d'Orri

Tra le cittadine più importanti del Sulcis Iglesiente c’è Sarroch, posta nella costa occidentale del golfo degli Angeli ai piedi di una piccola collina rocciosa di forma conica. La vegetazione della zona è quantomai varia: l’entroterra è caratterizzato dalla macchia mediterranea e, in prossimità dei rari torrenti, da oleandri e ontani. Nella zona costiera sono invece frequenti olivi, lecci e carrubi. In località Villa d’Orri sorgono due maestosi pini, alti quindici metri, classificati come monumentali.

Abitato sin dall’età nuragica, durante il medioevo il territorio di Sarroch fece parte del Giudicato di Cagliari, prima nella curatoria di Nora e poi in quella di Capoterra. Nel 1258 passò ai potenti Della Gherardesca, nel 1324 subentrarono gli aragonesi che affidarono la città in feudo a varie famiglie e nel 1355 fu annesso alla baronia di Capoterra. Nei secoli successivi si spopolò a cause delle incursioni piratesche dal mare, venendo poi ricostruito in una posizione più interna nel Settecento.

Sarroch è ricca di beni culturali e storici tra cui le tre postazioni di avvistamento fatte erigere dagli spagnoli tra Cinquecento e Seicento: Torre di Antigori, Torre del Diavolo e Torre della Zavorra. Vi sono altresì numerosi siti archeologici come i nuraghi Basoni, Giammino, Mussara e Sa Motti, nonché le tombe di Guardia Mussara e di Monte Arrubiu. Tra le architetture civili va ricordata Villa d’Orri, risalente all’incirca al 1500, che ha ospitato i Savoia durante il loro soggiorno in Sardegna. Le festività religiose principali sono in onore di Santa Vittoria, a settembre, e di Sant’Efisio a maggio.

Vuoi lasciare un commento?

Compila i campi per lasciare un commento. Il commento verrà pubblicato dopo l’approvazione del moderatore.