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Da menzionare anche la chiesa extra-muros di N. Signora della Valle Verde, il palazzo dell'Università della Villa, la Zecca e il palazzo dei Conti di Donoratico della Gheradesca. La dominazione Pisana cessò nel 1324 con le spedizioni militari Aragonesi condotte da Alfonso IV. Per difendersi la città venne cinta da alte mura (portaS.Antonio a Nord, porta castello, porta S.Sebastiano e porta Barlao (Nova) ed il suo sistema difensivo completato sino al Castello S.Guantino (Salvaterra). Dopo l'incendio, avvenuto durante la rivolta di Iglesias contro gli Aragonesi a sostegno dei Giudici d'Arborea, la città attraversò i secoli più bui della sua storia (xv e xvi sec.) conclusi con l'arrivo di nuovi ordini religiosi. Diverse pestilenze e carestie 1643, 1681, 1735, misero a dura prova la città. A questo periodo è da ascrivere l'inizio della costruzione del Palazzo Vescovile. Iglesias divenne capoluogo di provincia durante il Regno Sardo Piemontese, grazie agli sforzi di Gaetano Cima, il conte Baudi di Vesme, Quintino Sella, Giorgio Asproni, Foiso Fois, Amelia Melis de Villa che diedero lustro alla città. Da visitare la chiesa di S. Francesco (XVI-XVII), San Giuseppe Artigiano, il santuario della Vergine del Buoncammino, sul colle omonimo, la chiesa di San Michele a cui partono le processioni della Settimana Santa.
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